mercoledì 10 marzo 2010

Peter si presenta

In una camera un bambino di dieci anni è pronto per andare a dormire, la mamma lo copre e gli da il bacio della buona notte, ma lui la ferma per un braccio prima che riesca ad uscire dalla stanza:
- Mamma raccontami una storia! –
- Certo Peter, quale ti piacerebbe? –
- Peter Pan e l’isola che non c’è –
- Di nuovo, ma oramai la conosci a memoria -
- Ti prego, ti prometto che poi andrò a dormire –
- Va bene, dunque, “A Londra viveva una bambina…” - Qualche tempo dopo: - “… e così Peter Pan decise di lasciare definitivamente l’isola che non c’è per amore di Wendy.” -.

La donna si girò verso il figlio e vide che si era addormentato - Buonanotte Peter – gli diede un altro bacio sulla fronte ed uscì dalla stanza.

Ricordo delle immagini nitide di quando mia madre, prima di dormire, si fermava sul mio letto per raccontarmi le mie storie preferite; tra loro c’era Peter Pan, era una fiaba molto conosciuta, tutti i miei coetanei amavano giocare e trasformarsi nell’eterno bambino. Io non ho mai immaginato di essere Peter Pan, ma ciò che desideravo con tutto il cuore era chiudere gli occhi e andare verso la seconda stella a destra, e poi dritto fino il mattino, nell’isola che non c’è. La immaginavo come un’isola dove c’erano solo sogni, dove potevo mangiare gelato a pranzo e pollo a colazione, un luogo senza eroi, dove rimanere per sempre bambini, io adoravo essere un bambino.

Neverland, è ancora il mio posto preferito, un posto che per tanti anni ho solo immaginato e che poi, in uno strano modo, sono riuscito a materializzare. Neverland è la mia galleria d’arte, quella dove trascorro la maggior parte del mio tempo da parecchi anni, dove tutti quelli che entrano riscoprono la meraviglia, l’ingenuità e la gioia dei piccoli. Non ho mai capito come le arti riuscissero a risvegliare tali sentimenti.

Sono Peter Wird, posseggo una galleria d’arte e amo il mare.

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